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Heiner Müller

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Riva Abbandonata / Materiale per Medea / Paesaggio con Argonauti, regia di Elio De Capitani. 4 giugno 2007: dietro le quinte.

Come al solito siamo stati introdotti da Martina Treu, questa volta direttamente alle prove col regista Elio De Capitani che si è intrattenuto con noi dandoci alcune chiavi di lettura di ciò che avremmo visto di lì a poco (durante le prove, poi, ha persino modificato, in nostra presenza, il testo e la gestualità di alcune scene, provando e riprovandole).

Sintesi della sintesi di Martina Treu
Müller si avvicinò alla tragedia perché aveva appena lasciato la sua donna per un’altra e vedeva un’analogia tra Giasone e se stesso. Divise l’opera in tre parti, reinterpretando quella che era la versione di Euripide. La prima parte è ambientata nella Germania del dopoguerra, sul lago di *Strausberg*, dove la maggior parte delle persone, vittime dei bombardamenti e costrette alla miseria, si recavano per trascorrere le loro “vacanze”, che duravano solo qualche ora. La seconda parte consiste in una rielaborazione personale dei temi propri della Medea classica, sono quindi sempre presenti il tradimento di Giasone, gli intrighi di palazzo e l’infanticidio. Nell’ultima parte si parla del viaggio degli Argonauti che rappresenta tutti i possibili sbarchi ostili passati e futuri.Nel corso degli ultimi due atti, Giasone è impersonato da due attori diversi che raffigurano il Giasone antico, vestito alla greca, e quello moderno, con una divisa mimetica, simbolo per Müller delle seconda guerra mondiale in Germania e per il regista anche dell’attuale conflitto in Iraq.

Sintesi della sintesi del regista De Capitani
Il regista ci ha riportato una frase significativa tratta dal copione: “coi vestiti della moda di ieri mattina, i giovani d’oggi saranno i fantasmi delle guerre di domani”.  L’estratto vuole trasmettere al pubblico la capacità dei giovani di adattarsi velocemente alle nuove mode e contemporaneamente il fatto che essi rappresentano già i morti delle guerre future.  L’opera è costruita su una stratificazione di riferimenti, allusioni e visioni oniriche dell’autore che ne determinano la grande densità e difficoltà. 


Recensione delle prove
La scenografia era molto vasta e arricchita da alberi secchi, acqua (in realtà non ancora presente nelle prove), terra, rifiuti, due amache rappresentanti i bambini di Medea, una saracinesca e un telo su cui venivano proiettate immagini di cadaveri. Inoltre  si poteva sentire un odore di terra umida. Questo contesto risultava molto originale, inaspettato per uno spettacolo teatrale, ma comunque di grande effetto. Gli attori recitavano immedesimandosi completamente nei personaggi e il regista correggeva alcuni dettagli, sia inerenti ai gesti sia al vero e proprio testo, facendo ripetere la scena. Anche il tecnico del suono e quello della luce intervenivano chiedendo anche il parere degli attori.La visione di queste prove ci ha permesso di capire che una rappresentazione teatrale nasce non come prodotto finito, ma si evolve mediante piccoli cambiamenti, apparentemente insignificanti, che avranno in realtà un grande impatto sul pubblico. Lo spettacolo è davvero “crudo” e tratta temi impegnativi, come la morte e il sesso.

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