“Epigrafia” viene dal greco επιγραφή (da επί, cioè “su, sopra”, e γράφω, cioè “scrivere”).
Con questo termine si vuole indicare la disciplina che studia le iscrizioni su oggetti solidi e duraturi (come pietra, bronzo e legno), ma anche su oggetti di uso comune (come fibbie e vasi).
In latino non esiste un equivalente del termine επιγραφή, ma si utilizza il termine titulus, cioè cartiglio o insegna (di trionfo). Ma il termine passato nel 1400 è inscriptio, da cui deriva l’italiano “iscrizione” sinonimo di “graffito”, termine con cui si può sia indicare le scritte sui muri sia le iscrizioni rupestri.
Le epigrafi possono essere fisse (es. su muro) o mobili (es. su oggetti: “instrumenta”).
Il supporto è molto importante, tanto che nelle raccolte epigrafiche le epigrafi sono differenziate in base a dove sono scritte.
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