Da quando l’autore crede di aver scritto il suo libro al momento in cui il lettore ne sfoglia le pagine c’è un mondo. Letture preventive, riletture, tagli, spostamenti, correzioni, controlli, controlli lessicali, controlli bibliografici, controlli di ogni sorta, revisioni. E agenti, direttori, consulenti, correttori… Per non dire delle traduzioni, dove si snodano improbabili “coccodrilli di bambini”, ripiovono dolorosi “lanci di confetti” o aziende disumane “danno fuoco ai dipendenti”. E l’ape, come racconta Umberto Eco, chiusa in una gabbia, trova il modo, dopo ripetuti tentativi, di aprirne la serratura, dimostrando così ancora una volta l’adattabilità darwiniana degli insetti. Di questo si occupa Giovanna Menegus, di questo ci ha parlato. Di editoria però, non di imenotteri. Né di scimmie.


